Ci stanno rubando la vita!

“Uno degli aspetti più micidiali dell’attuale cultura è di far credere che sia l’unica cultura e invece è semplicemente la peggiore”. Comincia così un breve discorso che ho trovato tempo fa in rete. Inizialmente non sapevo chi fosse ma poi, grazie anche al consiglio di un’amica, cercando su Google ho scoperto essere Silvano Agosti, regista indipendente e scrittore che nel 2002 è stato ospite fisso di “Ca’Volo”, una trasmissione in onda su MTV diretta da Fabio Volo. E quel frammento audio che ho trovato fa parte di una serie di argomenti trattati nelle varie puntate della trasmissione.

Avrei potuto trascrivere il discorso, ma non credo che avrei attirato più visitatori/lettori per questo. Il file audio che potete scaricare o anche solo ascoltare è di soli 471 KB, quindi anche chi usa ancora la connessione a 56K non dovrebbe avere problemi ad aprirlo. Sicuramente anche voi vi ritroverete nelle parole dell’intervistatore radiofonico (Fabio Volo?) che interrompendo la conversazione afferma “Sì vabbè, ma oramai la situazione è irreversibile”. Ebbene, la risposta di Silvano Agosti fa rabbrividire. Ascoltatelo bene e….commentate ;o)

P.S. Per incitarvi all’ascolto vi riporto una parte del suo discorso: “Lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede, quanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà”. Silvano Agosti ha anche un sito web: www.silvanoagosti.com

2 commenti

  1. roby.go said,

    Dicembre 6, 2006 at 1:10 pm

    il pensiero e la vita di Agosti hanno senza dubbio elementi di fascino e fascinazione…
    la sua é una poesia sulla e della vita,per molti versi condivisibile e auspicabile.Come confrontarsi,per esempio,con il suo lavorare 3 ore al giorno quando non abbiamo un comune lavoro?C’è senza dubbio una grossa provocazione nei suoi messaggi,provocazione intelligente,un pò surreale..Ben vengano tutte le occasioni di confronto anche se poi ci dobbiamo misurare con problemi molto pratici e quotidiani

  2. emi said,

    Dicembre 9, 2006 at 12:52 am

    E’ un mito.
    Sono pienamente d’accordo.

    Lo vivo quotidianamente, il disagio di svolgere mansioni che mi inaridiscono e mi svuotano la vita lentamente, “mi rubano la vita”.
    Non siamo su questa Terra per lavorare tutto il giorno, per procurarci denaro per campare, o colmare in modo più o meno lecito i nostri vuoti !
    Schiavi di noistessi.
    Ultimamente rifletto molto su cosa sia la “schiavitù” e la libertà:

    ogni lavoro dovrebbe qualificarci come persone, cioè regalarci un “qualità”, valorizzare e nutrirsi del nostro speciale, irripetibile talento personale, quello che rende ciascuno sestesso nel mondo !
    Così non ci ruberebbero mai la vita.
    E’ sempre il solito problema di far conciliare il lavoro con le proprie passioni.
    Alla fine Silvano Agosti ci è riuscito, tra pochi grandi.E speriamo che non rimangano in pochi…
    E’ vero, la schiavitù è mancata conoscenza della libertà, per esempio intesa come piena consapevolezza dei propri diritti.

    Facendo questo lavoro parlo con molti inconsapevoli schiavi della mentalità mafiosa che, sottomessi e ignari della libertà, vivono da generazioni senza chiedere niente, come se si trattasse di rovesciare un ordine corporativo medievale.Soffrono in silenzio.
    A quel punto mi sento male e bene allo stesso momento.
    Male, perchè soffro con loro le subite pesanti ingiustizie…bene, perchè comunico loro un modo per reagire, perchè esiste !
    Già…lo schiavo deve conoscere e ritenere possibile l’idea di libertà per volersi liberare delle sue catene. Cosa difficilissima da realizzare..deve cioè immaginarsi libero per vincere l’inerzia e lottare.

    Ma nessuno vince una guerra da solo.
    Ci vorrebbe una rivolta globale di tutti gli schiavi del mondo, e magari che ne so, nel 4356 d.c. ci sarà ;-) ..
    L’Equilibrio universale non sgarra mai un colpo nei secoli, e gli eccessi si colmano e si invertono come in un ciclo infinito ed inesorabile.

    La continuazione di questo improvvisato film di para-fantascienza la lascio a voi ;-)

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