Ottobre 22nd, 2007 at 9:35 am (politica)
Qui vogliono imbavagliare la disinformazione, questo è secondo me il vero obiettivo del disegno di legge di Ricardo Franco Levi che, se verrà approvato in Parlamento, chiunque abbia un blog dovrà registrarsi al ROC (Registro degli operatori di comunicazione) e quindi sottoporsi a un iter burocratico. Ma ciò limiterebbe la libertà di espressione in quanto le intenzioni di aprirsi un proprio spazio nel web verrebbero stroncate nel nascere. Forse riesco a scamparla (blog e dominio risiedono infatti all’estero) ma in caso di necessità non esiterei a seguire le orme di Beppe Grillo, ovvero trasferirimi virtualmente in uno Stato democratico.
Ma del resto, visitando il blog di e-cultic apprendo che nel rapporto annuale stilato da Reporter sans frontières relativo alla libertà di stampa nel mondo, l’Italia si trova solo al 35esimo posto, superata dalla Bosnia, Slovacchia e repubbliche baltiche!
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Ottobre 9th, 2007 at 9:25 am (politica)
40 anni fa moriva Che Guevara e il mondo ha ancora bisogno di rivoluzioni. Una compilation che esce proprio oggi lo celebra, e tra gli artisti italiani è presente anche Daniele Silvestri che canta una versione inedita di Cohiba (con La Stampa di oggi è invece possibile acquistare un dvd biografico). Anche se i modi dei monaci birmani si discostano da quelli utilizzati dal comandante, sicuramente sono accomunati da uno stesso bisogno, quello di giustizia. Ne approfitto quindi, seppur in ritardo, di portare il mio piccolo contributo alla causa birmana bloggando (da flickr) la foto che mi ha colpito di più. Mani insaguinate: le mani di chi ingiustamente è stato ucciso e le mani di chi, uccidendo, si è illuso di poter fermare la rivoluzione, qualunqua essa sia.
Alex (dal blog al quale partecipa) propone invece un boicotaggio delle aziende che operano in Birmania e che, a quanto pare ha già avuto i suoi effetti (vedi post del 13 Ottobre). Vi lascio con le parole del Che: “Siate sempre capaci di sentire nel profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo”.
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Ottobre 2nd, 2007 at 11:55 am (psicologia, seduzione, svago)

Sabato scorso con Roby sono andato alla presentazione del libro “Sdraiami” di Berarda Del Vecchio. Appena arrivati abbiamo subito fatto conoscenza col prof. Ferro (ha esordito chiedendoci quale fosse secondo noi l’errore grammaticale presente nel titolo del libro). Da qui è cominciata una conversazione a tre che ha toccato diversi argomenti (l’ermeneutica, il Leopardi…). Comincia la presentazione e Berarda parla del suo libro rispondendo alle domande del presentatore: come è stato partorito, la strategia del “guarda se guarda”, le vacanze a Trecchina ecc. Ad un certo punto il prof. Ferro, a causa della sua prorompenza, viene anche invitato a sedersi accanto al presentatore (lo vedete nella foto) e continua così i suoi interventi chiedendo a Berarda il significato di “sdraiami” e accennando anche al nostro incontro, dove addita me come “arrapato” e Roberto come “l’intellettuale”. Berarda risponde, pulendo il termine dall’accezione sado-maso maliziosamente ipotizzata dal professore: sdraiami inteso come sorprendimi, stupiscimi, colpiscimi, riuscendo comunque anche a capire quando è il momento di metter le mani addosso. Con questo libro l’autrice principalmente lamenta la poca, se non inesistente, intraprendenza del maschio italiano, non a caso si fidanza con un ragazzo svedese che avrebbe avuto il pregio (bellezza a parte) di invitarla a cena e di averla baciata la sera stessa. Ovviamente mi dissocio da questa opinione. Se - qui a Torino - invito a cena una ragazza e provo a baciarla la sera stessa quella mi manda a cagare!!! Probabilmente a Roma le cose son diverse. Qui sotto vi allego i punti dello “sdraiami-pensiero”. Alla domanda su quanto dovrebbe durare questo sforzo progressivo e costante del maschio la Berarda risponde “Anche solo una sera”. Ma non ci credo!!!!!!
Lo sdraiami concept in 4 punti
>>> il maschio deve esercitarsi in uno sforzo deteterminato, progressivo e costante per farsela dare. <<<
>>> rifuggi dall’uomo che non sa quello che vuole, o non sa dirlo, perchè costui non è un uomo, ma piuttosto una femmina pelosa. <<<
>>> se una ti piace e non ci provi dopo 5 secondi, almeno sforzati di farla ridere per 5 secondi. <<<
>>> se l’uomo ci prova deciso, la donna rimane ben impressionata anche se sa che lui mente, esagera, se la canta e se la suona in rime e strambotti. <<<
P.S. Il sito dedicato al libro propone un breve, ridicolo test per capire se anche voi state contribuendo a rendere la situazione così drammatica, ma è chiaramente “di parte” in quanto, qualunque siano le vostre risposte rientrerete in ogni caso in una di queste tre categorie: lo scrittore, il commercialista oppure il fidanzato no limits. Praticamente non viene concessa nessuna via di salvezza, viene scartata a priori l’ipotesi che il maschietto possa proporre qualcosa che sorprenda la propria compagna. E’ un voler vedere solo ciò che vuoi vedere. Per l’occasione ho inserito un nuovo sondaggio (vedi sidebar).
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