La notte delle streghe

Il 31 Ottobre del 1926 ci lasciava quello che può essere considerato il più grande illusionista di tutti i tempi: Harry Houdini. La sua figura è stata celebrata nel cinema, nella letteratura e persino nella musica (Kate Bush nel suo album del 1982 gli dedica una canzone). E la letteratura non viene utilizzata solamente per rendere noti i metodi che il mago utilizzava per liberarsi da catene, lucchetti, corde, casse, ecc. (specialità che prese il nome di escapologia, da to escape ovvero evadere) ma anche per pubblicare aspetti un pò particolari della sua vita. In un libro uscito l’anno scorso proprio il giorno di Halloween viene sostenuta la tesi che fosse una spia al servizio di Sua Maestà e che grazie alle sue tournée poteva raccogliere informazioni utili da girare poi a Scotland Yard, informazioni legate per esempio alla sicurezza (grazie alla sua specialità infatti poteva avere libero accesso alle prigioni degli Stati Uniti). Nel libro viene anche sostenuta l’ipotesi di omicidio, negli ultimi tempi Houdini si era attirato infatti le antipatie di tutti quei medium e spiritisti che spacciavano per vere manifestazioni realizzate invece utillizzando dei trucchi e che venivano smascherati dal mago. Questi medium e spiritisti avrebbero guidato la mano di quel giovane che, al termine di uno spettacolo, entrò nel camerino del mago chiedendogli di poter verificare la forza dei suoi addominali e colpendolo prima ancora che potesse contrarre i muscoli. Quel colpo fu fatale al mago, in quanto gli causò (in seguito) una peritonite. Qui sotto potete vedere la copertina del libro (è uscito solo in inglese).

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In un libro del 1976 uscito anche in italiano dal titolo “Houdini, una mente in catene”, uno psicanalista americano ci fornisce invece un ritratto psicologico della vita e dei poteri del mago, vengono spiegate in pratica le motivazioni che avrebbero spinto Houdini a diventare “il re della fuga”. Read the rest of this entry »