Dove nacque il mito

Liverpool quest’anno è la capitale europea della cultura, qui potete dare un’occhiata agli eventi organizzati per l’occasione, compreso il concerto di Paul McCartney fissato per l’1 Giugno. E’ a Liverpool che i mitici Beatles muovono i primi passi ed è qui che nasce il Mersey beat (stile musicale che prende il nome dal fiume Mersey) e l’omonima rivista alla quale i Beatles stessi hanno collaborato. Ma, vi siete mai chiesti se oltre ai mitici Beatles la città abbia sfornato altri gruppi musicali? anche stavolta youtube ci viene in aiuto dandoci la possibilità di vedere gruppi musicali che hanno partecipato (e partecipano) alla scena musicale di Liverpool.
Anni 60 - Il Mersey sound

Gerry and The Pacemakers - Ferry cross the Mersey

Rory Storm and The Hurricanes

Billy J.Cramer and The Dakotas - Little children, Bad to me, I’ll keep you satisfied, From a window

The Shakers

Anni 80

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Across the universe, again

E’ di due giorni fa la notizia della morte del Maharishi Mahesh Yogy, il guru divenuto famoso negli anni sessanta in quanto ricevette una visita da parte dei Beatles (insieme a Donovan, Mia Farrow e altri personaggi famosi) nell’agosto del 1968. Visita che avrebbe dovuto essere un incontro con la meditazione trascendentale (una tecnica di meditazione da lui insegnata) ma che pare non esserlo stato. Il Maharishi infatti si arrabbiò con loro in quanto facevano uso di droghe anche nel suo Ashram e per questo li invitò ad andarsene. Paradossalmente, proprio colui che lo accusò di averci provato con Mia Farrow (e sul presunto episodio ci ha scritto una canzone, ovvero “Sexy Sadie”), celebra i suoi insegnamenti proprio in “Across the universe” dove il verso in sanscrito “Jai Guru Deva Om” si può tradurre con “Rendiamo grazie alla Guru Dev”, dove Guru Dev è il maestro del Maharishi (John si prende la libertà di aggiungerci la a) e Om rappresenta la vibrazione naturale dell’universo. Vi invito alla lettura di questo articolo che rende giustizia al Maharishi e dove viene anche riportato un articolo del dr. Deepak Chopra che smonta le voci riguardanti il Maharishi e il suo litigio con i Beatles. Viene anche citato un incontro tra George Harrison ed il guru avvenuto nel 1991 dove l’ex beatle gli chiede scusa. Sicuramente il periodo indiano dei Beatles fu un periodo molto creativo e molte canzoni finiranno poi nel White album. Con una tecnica imparata da Donovan (chiamata fingerpicking) durante il soggiorno, John scrisse “Dear Prudence” (Prudence è la sorella di Mia Farrow e a quanto pare pratica tutt’ora la meditazione trascendentale). Sull’incontro tra i Beatles e il Maharishi esiste un servizio della RAI realizzato da Furio Colombo ed è recente la pubblicazione di un libro di Lewis Lapham dal titolo “I Beatles in India. Altri dieci giorni che cambiarono il mondo”. Vi propongo la versione originale di “Across the universe” e - sempre grazie a youtube - il servizio di Furio Colombo.

Across the universe (la versione originale)

I Beatles in India part1

I Beatles in India part2

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Across the universe

“Across the universe” è la canzone dei Beatles che oggi (o meglio domani alle 01:00) la NASA trasmetterà nel cosmo per celebrare i cinquant’anni della fondazione. La canzone sarà “sparata” da una gigantesca antenna piazzata a Madrid, in direzione della stella polare, a 431 anni luce dalla Terra, dove l’eventuale pubblico potrà ascoltarla (tra 431 anni) solo grazie ad uno speciale decoder. La Apple Records è soddisfatta dell’idea in quanto (immagino ironicamente) ha dichiarato di essere sempre alla ricerca di nuovi mercati.

E “Across the universe” è il film-musical che, utilizzando come filo conduttore 33 canzoni dei Beatles (interpretate dagli stessi attori del film, Bono Vox e Joe Cocker compresi), racconta una storia d’amore tra Jude e Lucy, ambientata negli anni sessanta: gli anni turbolenti della protesta pacifista , dell’esplorazione mentale e del rock ‘n roll. La trama del film si intreccia con le canzoni dei Beatles ed i loro personaggi: oltre a Jude e Lucy (i due protagonisti) c’è Prudence che fa la sua comparsa entrando dalla finestra di un bagno (chiaro riferimento a “She came into the bathroom window”), c’è il Doctor Robert (impersonato da Bono Vox che canta la psichedelica “I’m the walrus”), c’è Max il fratello di Lucy (il suo armeggiare con un martello è un chiaro riferimento a “Maxwell’s silver hammer”), Molly (la ragazza di Liverpool che Jude lascia per andare negli States alla ricerca del padre), Rita (la contorsionista nel video di Mr.Kyte) , c’è Sadie e Jo Jo che insieme cantano “Don’t let me down” (il loro concerto sul tetto è un evidente riferimento al concerto sul tetto della Apple degli stessi Beatles, concerto che mise la parola fine al gruppo e del quale esistono innumerevoli bootlegs) e c’è anche Mr.Kyte e i suoi personaggi circensi. Joe Cocker è il barbone che nei meandri della metropolitana esegue “Come together”.

Il film non è più in programmazione ma a giorni dovrebbe uscire in dvd. Non è l’unico film dove le canzoni dei Beatles si intrecciano con la trama, nel 2001 uscì infatti “Mi chiamo Sam”, dove Sam (interpretato da Sean Penn), un padre affetto da malformazioni mentali, lotta per evitare che gli venga portata via la figlia Lucy. Anche in questo caso le canzoni dei Beatles erano state interpretate da altri artisti (tra cui Ben Harper e Sheryl Crow). Vi lascio proponendovi non solo il trailer di “Across the universe” ma anche la performance del Doctor Robert (Bono Vox) e del divertente Mr.Kyte.

Una curiosità: la canzone “Across the universe” uscì inizialmente all’interno di un LP dal titolo “No one’s gonna change our world” i cui proventi furono destinati al WWF, per essere poi successivamente inserita (con un mix differente) all’interno dell’album Let it be.

Across the universe: il trailer 

Bono Vox canta “I’m the walrus” 

“Being for the benefit of Mr.Kite” 

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Fango: il nuovo singolo di Jovanotti

Su youtube potete già vedere il video di “Fango”, il singolo tratto dal nuovo album di Jovanotti, ovvero “Safari”. “Fango” è tutto sommato una canzone ottimista, c’è infatti la consapevolezza di non esser soli nei momenti scuri dell’esistenza. Il minisito dedicato all’album ci offre un assaggio di tutte le canzoni, le ho ascoltate e quelle che mi son piaciute di più sono “Safari”, “In orbita”, “Temporale” e “Punto”. Le canzoni di Jovanotti mi piacciono anche perchè ricorre spesso il tema del viaggio e anche stavolta infatti lo ritroviamo in “Safari”, parola che nella lingua swahili significa “lungo viaggio” ma anche semplicemente cammino e, in una delle sue interpretazioni, ha a che fare con l’incontro di animali feroci e selvaggi. Buon ascolto! :)

Riciclaggio….sporco!

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L’autore di questo graffito sembra volerci comunicare che Hitler sia stato oggetto di un riciclaggio, è il caso di dirlo, sporco. Ma ora, chi ci libererà di Bush?

Gli elfi natalizi

Mi lascio alle spalle un anno non proprio felice bloggando una animazione natalizia creata da quei mattacchioni di Max & Daniela utilizzando la mia faccia, quella di Elio e quella di Sandro. Che dire, buon anno a tutti e speriamo che il 2008 sia migliore. Se volete dare un’occhiata alla versione originale dell’animazione (o crearne una voi) cliccate qui.

Women & music

Stavo cercando su youtube il video di una canzone di una certa Priscilla Ahn (della quale ho trovato per caso il suo sito su myspace) e ascoltando la canzone ho pensato subito a Edie Brickell (ve la ricordate?) così mi son messo a cercare anche un suo vecchio video e alla fine ho pensato “Perchè non provare a cercare anche i video delle voci femminili del passato che più mi sono piaciute?” o meglio di quelle che mi vengono subito in mente (che forse è la stessa cosa). Condivido così con voi i video trovati partendo da quello di Priscilla Ahn. Secondo voi chi merita il primo posto? io ne avrei in mente due e scegliere la migliore è difficile :) (cliccate su Read the rest of the entry per visualizzare tutti i video)

Priscilla Ahn - A dream

Edie Brickell & New Bohemians - What I am

Vanessa Paradis - Joe le taxi

Lisa Ekdahl - Vem vet

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The most beautiful (female) bottom in the world

Vedete che alla fine nei concorsi quello che conta è avere culo? Kristina Dimitrova, una ragazza bulgara di 19 anni vince il premio di fondoschiena più bello del mondo. E, intervistata, la fanciulla sostiene di mettere 7 cucchiaini di zucchero nel caffè :-o

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La notte delle streghe

Il 31 Ottobre del 1926 ci lasciava quello che può essere considerato il più grande illusionista di tutti i tempi: Harry Houdini. La sua figura è stata celebrata nel cinema, nella letteratura e persino nella musica (Kate Bush nel suo album del 1982 gli dedica una canzone). E la letteratura non viene utilizzata solamente per rendere noti i metodi che il mago utilizzava per liberarsi da catene, lucchetti, corde, casse, ecc. (specialità che prese il nome di escapologia, da to escape ovvero evadere) ma anche per pubblicare aspetti un pò particolari della sua vita. In un libro uscito l’anno scorso proprio il giorno di Halloween viene sostenuta la tesi che fosse una spia al servizio di Sua Maestà e che grazie alle sue tournée poteva raccogliere informazioni utili da girare poi a Scotland Yard, informazioni legate per esempio alla sicurezza (grazie alla sua specialità infatti poteva avere libero accesso alle prigioni degli Stati Uniti). Nel libro viene anche sostenuta l’ipotesi di omicidio, negli ultimi tempi Houdini si era attirato infatti le antipatie di tutti quei medium e spiritisti che spacciavano per vere manifestazioni realizzate invece utillizzando dei trucchi e che venivano smascherati dal mago. Questi medium e spiritisti avrebbero guidato la mano di quel giovane che, al termine di uno spettacolo, entrò nel camerino del mago chiedendogli di poter verificare la forza dei suoi addominali e colpendolo prima ancora che potesse contrarre i muscoli. Quel colpo fu fatale al mago, in quanto gli causò (in seguito) una peritonite. Qui sotto potete vedere la copertina del libro (è uscito solo in inglese).

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In un libro del 1976 uscito anche in italiano dal titolo “Houdini, una mente in catene”, uno psicanalista americano ci fornisce invece un ritratto psicologico della vita e dei poteri del mago, vengono spiegate in pratica le motivazioni che avrebbero spinto Houdini a diventare “il re della fuga”. Read the rest of this entry »

Tesoro sdraiami

Sabato scorso con Roby sono andato alla presentazione del libro “Sdraiami” di Berarda Del Vecchio. Appena arrivati abbiamo subito fatto conoscenza col prof. Ferro (ha esordito chiedendoci quale fosse secondo noi l’errore grammaticale presente nel titolo del libro). Da qui è cominciata una conversazione a tre che ha toccato diversi argomenti (l’ermeneutica, il Leopardi…). Comincia la presentazione e Berarda parla del suo libro rispondendo alle domande del presentatore: come è stato partorito, la strategia del “guarda se guarda”, le vacanze a Trecchina ecc. Ad un certo punto il prof. Ferro, a causa della sua prorompenza, viene anche invitato a sedersi accanto al presentatore (lo vedete nella foto) e continua così i suoi interventi chiedendo a Berarda il significato di “sdraiami” e accennando anche al nostro incontro, dove addita me come “arrapato” e Roberto come “l’intellettuale”. Berarda risponde, pulendo il termine dall’accezione sado-maso maliziosamente ipotizzata dal professore: sdraiami inteso come sorprendimi, stupiscimi, colpiscimi, riuscendo comunque anche a capire quando è il momento di metter le mani addosso. Con questo libro l’autrice principalmente lamenta la poca, se non inesistente, intraprendenza del maschio italiano, non a caso si fidanza con un ragazzo svedese che avrebbe avuto il pregio (bellezza a parte) di invitarla a cena e di averla baciata la sera stessa. Ovviamente mi dissocio da questa opinione. Se - qui a Torino - invito a cena una ragazza e provo a baciarla la sera stessa quella mi manda a cagare!!! Probabilmente a Roma le cose son diverse. Qui sotto vi allego i punti dello “sdraiami-pensiero”. Alla domanda su quanto dovrebbe durare questo sforzo progressivo e costante del maschio la Berarda risponde “Anche solo una sera”. Ma non ci credo!!!!!!

Lo sdraiami concept in 4 punti

>>> il maschio deve esercitarsi in uno sforzo deteterminato, progressivo e costante per farsela dare. <<<

>>> rifuggi dall’uomo che non sa quello che vuole, o non sa dirlo, perchè costui non è un uomo, ma piuttosto una femmina pelosa. <<<

>>> se una ti piace e non ci provi dopo 5 secondi, almeno sforzati di farla ridere per 5 secondi. <<<

>>> se l’uomo ci prova deciso, la donna rimane ben impressionata anche se sa che lui mente, esagera, se la canta e se la suona in rime e strambotti. <<<

P.S. Il sito dedicato al libro propone un breve, ridicolo test per capire se anche voi state contribuendo a rendere la situazione così drammatica, ma è chiaramente “di parte” in quanto, qualunque siano le vostre risposte rientrerete in ogni caso in una di queste tre categorie: lo scrittore, il commercialista oppure il fidanzato no limits. Praticamente non viene concessa nessuna via di salvezza, viene scartata a priori l’ipotesi che il maschietto possa proporre qualcosa che sorprenda la propria compagna. E’ un voler vedere solo ciò che vuoi vedere. Per l’occasione ho inserito un nuovo sondaggio (vedi sidebar).

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