Su youtube potete già vedere il video di “Fango”, il singolo tratto dal nuovo album di Jovanotti, ovvero “Safari”. “Fango” è tutto sommato una canzone ottimista, c’è infatti la consapevolezza di non esser soli nei momenti scuri dell’esistenza. Il minisito dedicato all’album ci offre un assaggio di tutte le canzoni, le ho ascoltate e quelle che mi son piaciute di più sono “Safari”, “In orbita”, “Temporale” e “Punto”. Le canzoni di Jovanotti mi piacciono anche perchè ricorre spesso il tema del viaggio e anche stavolta infatti lo ritroviamo in “Safari”, parola che nella lingua swahili significa “lungo viaggio” ma anche semplicemente cammino e, in una delle sue interpretazioni, ha a che fare con l’incontro di animali feroci e selvaggi. Buon ascolto!
L’autore di questo graffito sembra volerci comunicare che Hitler sia stato oggetto di un riciclaggio, è il caso di dirlo, sporco. Ma ora, chi ci libererà di Bush?
Mi lascio alle spalle un anno non proprio felice bloggando una animazione natalizia creata da quei mattacchioni di Max & Daniela utilizzando la mia faccia, quella di Elio e quella di Sandro. Che dire, buon anno a tutti e speriamo che il 2008 sia migliore. Se volete dare un’occhiata alla versione originale dell’animazione (o crearne una voi) cliccate qui.
Stavo cercando su youtube il video di una canzone di una certa Priscilla Ahn (della quale ho trovato per caso il suo sito su myspace) e ascoltando la canzone ho pensato subito a Edie Brickell (ve la ricordate?) così mi son messo a cercare anche un suo vecchio video e alla fine ho pensato “Perchè non provare a cercare anche i video delle voci femminili del passato che più mi sono piaciute?” o meglio di quelle che mi vengono subito in mente (che forse è la stessa cosa). Condivido così con voi i video trovati partendo da quello di Priscilla Ahn. Secondo voi chi merita il primo posto? io ne avrei in mente due e scegliere la migliore è difficile (cliccate su Read the rest of the entry per visualizzare tutti i video)
Vedete che alla fine nei concorsi quello che conta è avere culo? Kristina Dimitrova, una ragazza bulgara di 19 anni vince il premio di fondoschiena più bello del mondo. E, intervistata, la fanciulla sostiene di mettere 7 cucchiaini di zucchero nel caffè
Il 31 Ottobre del 1926 ci lasciava quello che può essere considerato il più grande illusionista di tutti i tempi: Harry Houdini. La sua figura è stata celebrata nel cinema, nella letteratura e persino nella musica (Kate Bush nel suo album del 1982 gli dedica una canzone). E la letteratura non viene utilizzata solamente per rendere noti i metodi che il mago utilizzava per liberarsi da catene, lucchetti, corde, casse, ecc. (specialità che prese il nome di escapologia, da to escape ovvero evadere) ma anche per pubblicare aspetti un pò particolari della sua vita. In un libro uscito l’anno scorso proprio il giorno di Halloween viene sostenuta la tesi che fosse una spia al servizio di Sua Maestà e che grazie alle sue tournée poteva raccogliere informazioni utili da girare poi a Scotland Yard, informazioni legate per esempio alla sicurezza (grazie alla sua specialità infatti poteva avere libero accesso alle prigioni degli Stati Uniti). Nel libro viene anche sostenuta l’ipotesi di omicidio, negli ultimi tempi Houdini si era attirato infatti le antipatie di tutti quei medium e spiritisti che spacciavano per vere manifestazioni realizzate invece utillizzando dei trucchi e che venivano smascherati dal mago. Questi medium e spiritisti avrebbero guidato la mano di quel giovane che, al termine di uno spettacolo, entrò nel camerino del mago chiedendogli di poter verificare la forza dei suoi addominali e colpendolo prima ancora che potesse contrarre i muscoli. Quel colpo fu fatale al mago, in quanto gli causò (in seguito) una peritonite. Qui sotto potete vedere la copertina del libro (è uscito solo in inglese).
In un libro del 1976 uscito anche in italiano dal titolo “Houdini, una mente in catene”, uno psicanalista americano ci fornisce invece un ritratto psicologico della vita e dei poteri del mago, vengono spiegate in pratica le motivazioni che avrebbero spinto Houdini a diventare “il re della fuga”. Read the rest of this entry »
Qui vogliono imbavagliare la disinformazione, questo è secondo me il vero obiettivo del disegno di legge di Ricardo Franco Levi che, se verrà approvato in Parlamento, chiunque abbia un blog dovrà registrarsi al ROC (Registro degli operatori di comunicazione) e quindi sottoporsi a un iter burocratico. Ma ciò limiterebbe la libertà di espressione in quanto le intenzioni di aprirsi un proprio spazio nel web verrebbero stroncate nel nascere. Forse riesco a scamparla (blog e dominio risiedono infatti all’estero) ma in caso di necessità non esiterei a seguire le orme di Beppe Grillo, ovvero trasferirimi virtualmente in uno Stato democratico.
Ma del resto, visitando il blog di e-cultic apprendo che nel rapporto annuale stilato da Reporter sans frontières relativo alla libertà di stampa nel mondo, l’Italia si trova solo al 35esimo posto, superata dalla Bosnia, Slovacchia e repubbliche baltiche!
40 anni fa moriva Che Guevara e il mondo ha ancora bisogno di rivoluzioni. Una compilation che esce proprio oggi lo celebra, e tra gli artisti italiani è presente anche Daniele Silvestri che canta una versione inedita di Cohiba (con La Stampa di oggi è invece possibile acquistare un dvd biografico). Anche se i modi dei monaci birmani si discostano da quelli utilizzati dal comandante, sicuramente sono accomunati da uno stesso bisogno, quello di giustizia. Ne approfitto quindi, seppur in ritardo, di portare il mio piccolo contributo alla causa birmana bloggando (da flickr) la foto che mi ha colpito di più. Mani insaguinate: le mani di chi ingiustamente è stato ucciso e le mani di chi, uccidendo, si è illuso di poter fermare la rivoluzione, qualunqua essa sia.
Alex (dal blog al quale partecipa) propone invece un boicotaggio delle aziende che operano in Birmania e che, a quanto pare ha già avuto i suoi effetti (vedi post del 13 Ottobre). Vi lascio con le parole del Che: “Siate sempre capaci di sentire nel profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo”.
Sabato scorso con Roby sono andato alla presentazione del libro “Sdraiami” di Berarda Del Vecchio. Appena arrivati abbiamo subito fatto conoscenza col prof. Ferro (ha esordito chiedendoci quale fosse secondo noi l’errore grammaticale presente nel titolo del libro). Da qui è cominciata una conversazione a tre che ha toccato diversi argomenti (l’ermeneutica, il Leopardi…). Comincia la presentazione e Berarda parla del suo libro rispondendo alle domande del presentatore: come è stato partorito, la strategia del “guarda se guarda”, le vacanze a Trecchina ecc. Ad un certo punto il prof. Ferro, a causa della sua prorompenza, viene anche invitato a sedersi accanto al presentatore (lo vedete nella foto) e continua così i suoi interventi chiedendo a Berarda il significato di “sdraiami” e accennando anche al nostro incontro, dove addita me come “arrapato” e Roberto come “l’intellettuale”. Berarda risponde, pulendo il termine dall’accezione sado-maso maliziosamente ipotizzata dal professore: sdraiami inteso come sorprendimi, stupiscimi, colpiscimi, riuscendo comunque anche a capire quando è il momento di metter le mani addosso. Con questo libro l’autrice principalmente lamenta la poca, se non inesistente, intraprendenza del maschio italiano, non a caso si fidanza con un ragazzo svedese che avrebbe avuto il pregio (bellezza a parte) di invitarla a cena e di averla baciata la sera stessa. Ovviamente mi dissocio da questa opinione. Se - qui a Torino - invito a cena una ragazza e provo a baciarla la sera stessa quella mi manda a cagare!!! Probabilmente a Roma le cose son diverse. Qui sotto vi allego i punti dello “sdraiami-pensiero”. Alla domanda su quanto dovrebbe durare questo sforzo progressivo e costante del maschio la Berarda risponde “Anche solo una sera”. Ma non ci credo!!!!!!
Lo sdraiami concept in 4 punti
>>> il maschio deve esercitarsi in uno sforzo deteterminato, progressivo e costante per farsela dare. <<<
>>> rifuggi dall’uomo che non sa quello che vuole, o non sa dirlo, perchè costui non è un uomo, ma piuttosto una femmina pelosa. <<<
>>> se una ti piace e non ci provi dopo 5 secondi, almeno sforzati di farla ridere per 5 secondi. <<<
>>> se l’uomo ci prova deciso, la donna rimane ben impressionata anche se sa che lui mente, esagera, se la canta e se la suona in rime e strambotti. <<<
P.S. Il sito dedicato al libro propone un breve, ridicolo test per capire se anche voi state contribuendo a rendere la situazione così drammatica, ma è chiaramente “di parte” in quanto, qualunque siano le vostre risposte rientrerete in ogni caso in una di queste tre categorie: lo scrittore, il commercialista oppure il fidanzato no limits. Praticamente non viene concessa nessuna via di salvezza, viene scartata a priori l’ipotesi che il maschietto possa proporre qualcosa che sorprenda la propria compagna. E’ un voler vedere solo ciò che vuoi vedere. Per l’occasione ho inserito un nuovo sondaggio (vedi sidebar).
Chissà quale sarebbe stata la reazione di Che Guevara se avesse potuto vedere la sua immagine utilizzata dalla Ray Ban per contribuire ad una presunta rivoluzione commerciale a Murmansk, in Russia. (foto tratta da barentsnova.com)
Torna il Beatles day a Brescia: diversi gruppi musicali che si alternano proponendo le loro versioni dei pezzi dei mitici Fab4. Clicca sulla locandina per ulteriori info.
VANCHIGLIA BY NIGHT
Gli spettacoli all'aperto del Teatro della caduta. Dal 27 Giugno al 6 Luglio. Clicca sulla locandina per ulteriori info.
A PAMPINEDDA: detto degli occhi, occhi a pampinedda, quando gli occhi si socchiudono e le palpebre sbattono (come una fogliolina per la brezza, appunto) per stanchezza o sonno. Pampina significa foglia; pampino, nella lingua italiana, è la foglia della vite.